Dott.ssa Laura Giannì

Il glaucoma

Con il termine glaucoma generalmente si indica un gruppo di malattie degli occhi che affliggono approssimativamente 1-2% della popolazione. Molte forme della patologia sono asintomatiche, quindi di difficile diagnosi precoce. Se non trattato, può causare perdita totale della visione con danni irreversibili al nervo ottico.

Nei pazienti affetti da glaucoma, si verifica una graduale e irreversibile perdita delle fibre del nervo ottico deputate alla trasmissione delle immagini dalla retina al cervello. Clinicamente può essere rilevato come perdita, diminuzione ed assottigliamento delle fibre del nervo ottico, associato a diminuzione della sensibilità visiva della retina e conseguente alterazione del campo visivo.

Nessuna delle varie forme della malattia è solitamente associata al dolore, tranne la forma acuta che è molto dolorosa. Da parte del paziente il segno più evidente è la riduzione della visione, prima periferica e poi anche centrale. Comunque, poiché i sintomi generali avanzano lentamente, il paziente può non accorgersi del cambiamento della visione fino a che il campo visivo non risulta irreversibilmente compromesso. La mancanza di sintomi è la ragione primaria per cui la metà dei casi di questa malattia non sono diagnosticati per tempo, ma solo a sintomi conclamati, con danni visivi irreversibili.

Pertanto, come misura precauzionale, si raccomanda ai pazienti con meno di 40 anni di effettuare dei controlli della pressione ogni 3-5 anni, tra i 40 e i 64 anni ogni 2-4 anni e dopo i 65 anni un controllo ogni anno. La prevenzione è l'unica arma a nostra disposizione perché il glaucoma non può regredire.

Il glaucoma è generalmente classificato in tre gruppi:

1- Glaucoma ad angolo aperto: tende a evolvere lentamente. I pazienti possono non notare la perdita graduale della visione finché gli effetti diventano pronunciati. In genere la visione è compromessa in periferia e gradualmente si restringe il campo della visione del paziente. Quella ad angolo aperto è la forma prevalente ed è associato con l’aumento della pressione oculare. Viene definito ad “angolo aperto” in riferimento all’angolo camerulare, che è posto alla congiunzione tra iride e cornea. In questa posizione si trova una sorta di tessuto spugnoso (il trabecolato) che consente il drenaggio dell’umore acqueo all’esterno dell’occhio, regolando così la pressione intraoculare. Rappresenta circa il 37% dei casi.

2- Glaucoma a bassa tensione: è caratterizzato da danni tipici del glaucoma in presenza di normale misurazione della pressione oculare. La causa non è nota completamente, ma si propende per un deficit di irrorazione della testa del nervo ottico, tra i fattori predisponenti la ipotensione arteriosa. La terapia cerca di migliorare il nutrimento del nervo ottico riducendo il più possibile la pressione intraoculare. Questa forma conta il 30% circa dei casi.

3- Glaucoma ad angolo chiuso (o stretto): è caratterizzato dal restringimento dell’angolo tra iride e cornea ostruendo così il deflusso dell’umore acqueo verso l’esterno, incrementando la pressione intraoculare. Questa forma registra il 10% delle persone affette da glaucoma. Si può suddividere in due questa forma: forma acuta e forma cronica (con avanzamento lento dei sintomi). Spesso il responsabile della forma cronica è il cristallino. Infatti a causa del suo progressivo ingrandimento dovuto all’invecchiamento si riduce progressivamente l’ampiezza dell’angolo con relativo aumento della pressione. In questo caso un intervento precoce di sostituzione del cristallino risolve la situazione.

La cura del glaucoma mira all'abbassamento dell pressione intraoculare per rallentare e bloccare la progressione della malattia. All’inizio della patologia possiamo utilizzare vari tipi di collirio. In seconda battuta, quando le gocce non avranno più lo stesso successo, bisognerà ricorre al laser o alla chirurgia. I trattamenti variano a seconda della forma di glaucoma che ci troviamo di fronte.